09 Febbraio 2009

La Rete degli Studenti per Eluana Englaro

Sul sito dell'associazione studentesca si legge:


ENGLARO/ studenti difenderanno Costituzione e libertà
"In questi giorni nel nostro Paese si sta verificando una pericolosa deriva che ci fa sembrare di essere piombati in una sorta di Medioevo.

L’attacco di Berlusconi a Napolitano e la sua opposizione all’applicazione di una sentenza della Corte di Cassazione, l’invasione di campo della Chiesa nelle scelte del nostro Stato, la prevaricazione e la strumentalizzazione di una vicenda umana e del corpo di una donna, sono elementi di una preoccupante deriva.

La Rete degli studenti medi è mobilitata in tutto il Paese nell’organizzazione di sit in e presidi insieme alle altre forze sociali e politiche e agli studenti universitari.

Ci opporremo in questi giorni al tentativo di Berlusconi e del governo di rovesciare le garanzie istituzionali e agli equilibri preziosi stabiliti dalla nostra Costituzione per preservare la democrazia. Un tentativo che è ancor più agghiacciante perché si gioca sulla carne umana, al termine di una vicenda umana delicate e dolorosissima come quella di Eluana Englaro.

Lunedì e martedì saremo mobilitati anche nelle scuole, per noi non pensabile un riavvio ordinario della didattica nelle nostre scuole mentre è in corso uno scontro istituzionale di questa portata."

 
24 Ottobre 2008

Scuola, l'ipotesi Calamandrei

Calamandrei fu professore durante il fascismo, uno dei pochi a non avere nè chiedere mai la tessera del partito. Fondò il Partito d'Azione e fu membro della Consulta. Nel 1950 fece un discorso sulla Scuola, parole che sembrano attualissime. Ho ricevuto questo testo via mail stamattina e voglio condividerlo con voi:


L'ipotesi di Calamandrei.


"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950 

 
21 Ottobre 2008

Gli studenti di Forza Nuova disposti ad allearsi con i loro avversari storici

Leggo su un free press romano di oggi, 21 Ottobre 2008:


"Il dibattito sulla riforma Gelmini crea una spaccatura tra gli studenti e nascono alleanze insospettabili.

Se Alternativa studentesca sostiene che la protesta stia degenerando dopo le immagini del Ministro Gelmini danneggiate con le forbici e la minaccia da parte della Rete degli Studenti medi di organizzare dei picchetti all'ingresso degli istituti, gli studenti di Forza Nuova a sorpresa hanno dichiarato: Una battaglia di questo tipo ha bisogno di un'unità che sacrifichi anche le diverse appertenenze. Da parte nostra siamo disposti a dibattere anche con nostri avversari storici".


E' possibile manifestare fianco a fianco in nome di una protesta comune o su certe spaccature non si può mettere una pietra sopra?

 
20 Ottobre 2008

L'appello degli studenti della scuola a Napolitano

Sul web gira questo appello:


"Incollate il testo sotto riportato nel form all'indirizzo https://servizi.quirinale.it/webmail/ e nella form inserite il vostro vero nome:


"Egregio Presidente della Repubblica Italiana, io, nella mia qualità di cittadino e di studente, la prego di adoperarsi con ogni mezzo per far sì che il provvedimento Gelmini, attualmente in discussione, non venga approvato.
Le chiedo di garantire la mia libertà di studente a manifestare democraticamente contro ciò che non condivide, e non vedersi punito con il voto di condotta per il dissenso, voto che farebbe media penalizzando quelli che osano dissentire.
La Prego di intervenire par aiutare me e i miei compagni a crescere in una Nazione in cui la Scuola Pubblica venga valorizzata, finanziata e sostenuta, e che tale sia per TUTTI, in OGNI LUOGO.
"

Peccato che il Presidente della Repubblica abbia risposto che non rientra nei suoi poteri bloccare un iter legislativo che si è svolto con regolarità!

Uniti e forti veramente?

Tanti studenti sono scesi e stanno scendendo in piazza per manifestare contro le misure previste dal ddl. 137 nei confronti di scuola ed università. Studenti della scuola e dell'università manifestano insieme a genitori, professori e personale tecnico, uniti nel ribadire un secco no a questa riforma.

Nei giorni di sciopero tutti insieme sembrano davvero molti... ma alla resa dei conti quanti sono davvero gli studenti delle scuole che stanno aderendo alla protesta? Quante sono le scuole occupate?


Chi scende in piazza fa molto rumore, ma a volte non ci si rende conto -o non ci si vuole rendere conto- di quanti sono quelli che invece restano seduti nel loro banco.


A questo si aggiungono anche le istituzioni scolastiche che remano contro. Molti presidi negano gli spazi per le assemblee ed oggi sui forum di studenti.it ho trovato questo messaggio: "il giorno 10 ottobre io e la mia classe nn siamo entrati x lo sciopero.Il giorno dopo abbiamo trovato 1 bella sorpresa:un rapporto.Tale rapporto varrà ai fini della valutazione scolastica.Ci è stato detto ke c siamo assentati arbitrariamente e x giunta il rapporto è stato messo senza darci la possibilità di giustificare e senza convocare 1 consiglio di classe.E' una cosa lecita?"


 

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